| Scritto da Pietro Di Tomaso | ||||||
| Giovedì 20 Gennaio 2011 13:13 | ||||||
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L’articolo 32 della nostra Costituzione viene quotidianamente disatteso da un ambiente sempre più compromesso e di ciò si trova riscontro in ampie zone del Paese dove le falde acquifere risultano inquinate e a loro volta infestano molti terreni agricoli. Sì, è il momento di alzare la voce insieme. Come scrive Carlo Petrini su Repubblica, “da un lato i delinquenti patentati e dall’altro il quieto vivere di un sistema produttivo che distrugge la fertilità dei suoli, la salubrità delle acque e inquina l’aria. Sono le due facce di una stessa medaglia che compromette la nostra salute e il nostro futuro e che genera l’unica vera patologia di questa società: l’avidità e il profitto al di sopra di tutto”. E ancora: ”Ricordiamoci che difendendo l’agricoltura non difendiamo un bel (o rude) mondo antico, ma difendiamo il nostro Paese, le nostre possibilità di fare comunità a livello locale, un futuro che possa ancora sperare di contemplare reale benessere e tanta bellezza… Il nostro territorio è il primo bene culturale di questa Nazione che sta per compiere 150 anni (…) E’ il momento di fare una campagna comune, di presidiare il territorio in maniera capillare a livello locale, di amplificare l’urlo di milioni d’italiani che sono stufi di vedersi distruggere paesaggi e luoghi del cuore…”. La Conferenza Ministeriale su Ambiente e Salute, tenutasi a Parma a metà marzo 2010, ha stabilito ufficialmente la stretta correlazione tra questi due aspetti: non esiste qualità dell’ambiente che non sia finalizzata alla salute. Esplicita è stata l’ammissione da parte dei rappresentanti dei governi di una responsabilità sociale sulla salute degli individui. Come dire: se ti ammali non è solo a causa dei tuoi comportamenti ma anche dell’inquinamento dell’ambiente in cui vivi. Tra gli obiettivi prioritari indicati in detta Conferenza: “Garantire la salute pubblica migliorando l’accesso ad acqua e servizi igienico-sanitari sicuri”, “prevenire le malattie derivanti dall’ambiente chimico, biologico e fisico”. Inoltre, sono stati snocciolati dati da brivido. Secondo quanto riferito dal Ministro per la Salute, Ferruccio Fazio, il 24 per cento delle malattie e il 23 per cento delle morti nel mondo è causato da fattori ambientali e il 33 per cento dei bambini al di sotto dei 5 anni soffre di patologie legate all’ambiente (malattie respiratorie, asma, obesità). Solidarizzo, pertanto, con le tante organizzazioni che si adoperano per tenere viva l’attenzione sulle problematiche sopra accennate, come la rete di Stop al Consumo del Territorio, il Fondo Ambientale Italiano, le associazioni ambientaliste, quelle di categoria degli agricoltori e i tanti comitati civici impegnati a presidiare il territorio nelle varie realtà locali. Fatta questa premessa, è auspicabile una maggiore serenità di giudizio da parte di coloro che si peritano accusare di allarmismo gli ‘ecologisti’ e più in generale chi cerca di capire e chiede a gran voce che si pongano in essere i doverosi controlli in presenza di situazioni di degrado ambientale.Tutti i medici riconoscono che è meglio prevenire l’insorgenza delle malattie con semplici precauzioni piuttosto che curarle con costosi medicinali quando sono insorte. Sono convinto che anche per l’ambiente è meglio investire nella prevenzione del degrado piuttosto che sperare nella cura a posteriori per la soluzione di tutti i guasti provocati dall’incuria e dalla disattenzione. Per concludere ritengo, al pari di Legambiente, che le piccole comunità rappresentino una realtà importante da valorizzare, un laboratorio di innovazione per un nuovo modello di sostenibilità, da opporre all’attuale crisi economica ed occupazionale, sfruttando la loro vocazione turistica, le loro produzioni agricole e il loro patrimonio culturale. Pur abitando a Roma, periodicamente mi piace visitare alcune località del Lazio e non solo; di recente sono stato a San Vito Romano per la degustazione dell’olio extra vergine di oliva. In questa ed altre occasioni (come in quel di Fiesole nei pressi di Firenze) mi capita di fare accostamenti con Guglionesi, il mio paese d’origine nonché luogo del cuore, e l’auspicio che formulo è il seguente: si istituisca – ove ritenuto possibile e condivisibile - un ‘Bando delle Idee’, uno speciale concorso per la valorizzazione della nostra cittadina e la tutela del suo territorio, per costruire un futuro di innovazione eco-sostenibile e di solidarietà. “Le sfide della sostenibilità, dell’accoglienza, della coesione sociale e dei diritti – afferma Legambiente - si possono vincere a partire dai piccoli Comuni, dove la centralità delle comunità e delle identità locali sono le chiavi per competere nello scenario globale, per vincere la crisi economico-finanziaria ed occupazionale”. Sì, sono proprio i piccoli comuni a mostrare oggi le maggiori potenzialità, quella particolare capacità di affrontare le sfide del futuro senza dimenticare la custodia delle tradizioni. In tale prospettiva, vengono formulate alcune indicazioni del tipo: usare fonti rinnovabili con giudizio, ovvero contro il loro uso scellerato e speculativo. Differenziare e riciclare i rifiuti. Produrre ‘DOP’ ed eccellenze enogastronomiche. Difendere il ruolo della cultura e dell’istruzione, attuando politiche concrete d’integrazione. Insomma, la Piccola Grande Italia che contrappone alla globalizzazione dei grandi centri urbani il rilancio della propria identità e della qualità del territorio, la ricchezza di paesaggi e natura, di saperi e sapori.
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