| Scritto da Luigina | ||||||
| Mercoledì 22 Ottobre 2008 08:47 | ||||||
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Fonte >> Il Sole 24 ore Secondo una recente indagine Ocse dall'anno 1985 al 2005 è aumentato il 'gap' tra ricchi e poveri nei paesi industrializzati e l'Italia è risultata sesta su 30 tra i campioni di disuguaglianza. E' superata solo da Messico, Turchia, Portogallo, Usa, e Polonia. La stima, basata sul coefficiente di Gini che misura la differenza del reddito con un numero compreso tra 0 e 1 (eguaglianza perfetta nel primo caso e perfetta diseguaglianza nel secondo), mette ai primi posti con un bassissimo livello di diseguagliaza (fino allo 0,25) paesi nordici con forte tassazione e quindi ridistribuzione come la Danimarca, la Svezia e il Lussemburgo, campioni della distribuzione della ricchezza nazionale. L'Italia, al sest'ultimo posto, ha un coefficiente intorno allo 0,35 a fronte dello 0,38 circa degli Usa e dello 0,48 del Messico a cui va il primato di disuguaglianza ociale tra i paesi Ocse. In termini generali l'Ocse rileva che il gap ostacola generalmente la mobilità sociale, più forte nei paesi con bassi tassi di diseguaglianza dove si riscontrano più opportunità di lavoro. Tra gli elementi che emergono dal rapporto quello che la povertà è diminuita nella fascia di età tra i 55 e i 75 anni, mentre è aumentata la percentuale di bambini poveri.
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