| Scritto da PD Guglionesi | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| Venerdì 07 Maggio 2010 08:59 | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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Dopo due anni dall’inizio dell’esperienza amministrativa a guida Antonacci, ( …. quello che nei comizi elettorali azzardava bizzarri paragoni calcistici promettendo una immaginifica vittoria di Guglionesi..verso dove… ?), crediamo sia maturo il tempo per tracciare un primo giudizio complessivo. L’azione di governo fin qui svolta, guardando alle pochissime cose effettivamente realizzate ed alle modalità seguite alimenta domande di fondo: chi guida ( davvero!!) l’amministrazione comunale? per chi e per che cosa? per la realizzazione del bene comune o di altro? L’attuale Sindaco, ad onor del vero, oltre a generici proclami con linguaggi dubbi ed improbabili, non ha mai esplicitato gli obiettivi strategici e le linee d’intervento attraverso una dichiarazione programmatica. Che pure sarebbe risultata doverosa, anche per adempiere a definiti obblighi di legge Ed allora, per forza di cose, utilizzeremo il criterio dell’analisi dei provvedimenti fin qui assunti e cercare un significato nelle conseguenze prodotte. Tra i provvedimenti assunti:
Come sintetizzare un giudizio?:
Tutto questo ci squaderna una situazione di “desolazione” constatabile non tanto per le cose fatte (al netto dei tagli dei nastri delle opere realizzate dalla precedente amministrazione) quanto per le cose non fatte. Gli attuali amministratori danno la sensazione, e la cosa non ci procura piacere, di comportarsi come classi dirigenti del terzo mondo. La meritocrazia, l’efficienza, la trasparenza e l’economicità sono "impicci ed impacci" per utopisti. Altro che liberali. Altro che rispettosi delle regole. Altro che più mercato e meno stato. La semplificazione amministrativa oggi è usata come “discrezionalità assoluta” del comandante in capo di turno. Riproponendo una logica statalista, soffocatrice di ogni libero desiderio di mettersi in gioco. Siamo al ritorno della politica come assalto alla diligenza, gestita a beneficio dei clienti che, in genere, sono i peggiori. "I morti che tirano giù i vivi". I ben informati dicono che le stanze dell’amministrazione sono tornate ad essere frequentate da personaggi, rampolli di una tradizione clientelare risalente alla metà degli anni settanta. I quali finalmente riescono ad aggiudicarsi appalti e lavori pubblici. E pensare che, quando le procedure erano affidate ai dirigenti, spesso si mostravano incapaci persino a produrre le carte. Forse avranno imparato. Supplenti effettivi di chi dovrebbe amministrare e governare. Solo così si spiega la stucchevole risposta pubblica dell’amministrazione a proposito di una critica mossa dal club delle libertà circa una politica dissennata proliferazione dei pali eolici. Il titolo significativo che vale un programma: saranno 81 pali ?. Se non lo sapete voi dovrebbero saperlo i cittadini? Vorrà dire che lo chiederemo agli improvvisati procacciatori di terreni, beneficiari di cifre una tantum, vera e propria sottrazione operata a svantaggio dei titolari dei terreni. Di fronte alla impossibilità di chiederlo agli “uomini con le valigine” titolari di Società Srl, con appena 10 mila euro di capitale sociale. Questi non li conosceremo mai, pronti a rivendere le concessioni a società tedesche o multinazionali straniere alla ricerca di bussines per il momento garantito dagli incentivi statali. Pronti a scomparire. Se questi sono i fatti ed i giudizi corretti esprimiamo profonda e sincera preoccupazione circa il futuro prossimo quanto l’alleanza Berlusconi-Lega costringerà il Sud a giocare dentro la logica di un federalismo egoista, dove “ognuno dovrà arrangiarsi con ciò che ha”. In questo clima torbido è nato un dissenso interno (l’abbandono della maggioranza di due consiglieri) ed esterno, tutto dentro l’universo politico della destra locale. Campanello di allarme che ci racconta di una ulteriore riduzione del margine di legittimazione di questa maggioranza. Il risicato 33% che ci ha regalato “ un sindaco per caso ”. Per questo, senza precipitare nel catastrofismo di maniera, noi avvertiamo un clima di emergenza democratica che intendiamo contrastare promuovendo una politica aperta verso nuove alleanze costruite sulla base delle comuni preoccupazioni e sul rilancio di una prospettiva aperta verso il futuro.
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