| Scritto da Luigina | ||||||
| Lunedì 06 Ottobre 2008 08:34 | ||||||
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Fonte >> Primonumero Il Registro Tumori e' uno strumento di analisi e comparazione dei dati sulla mortalità per malattie neoplastiche in Molise. Il registro vero e proprio, affidato alla Lilt (Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori), deve ancora nascere, ma dai primi studi è già possibile individuare un’area territoriale a maggiore tasso epidemiologico. Si tratta del Nucleo Industriale di Termoli e dei Comuni dell’hinterland, dove si rileva una oggettiva presenza di “eccessi”. Gli eccessi sono unità in più rispetto alla media nazionale o alle quantità che ci si aspetta. Non sempre però sono così eclatanti dal punto di vista statistico, e rispetto alla media nazionale pare comunque che siamo ancora lontani da medie ben più alte. L'invecchiamento della popolazione interviene sicuramente sul maggior numero di casi di tumore, che riguardano più spesso la popolazione over 64: colon, vescica, reni, è la triade in cima alle classifiche dei tumori. Nelle donne il dato di distinzione è il tumore del seno, più frequente rispetto a quello della vescica, che invece colpisce i maschi. Malgrado la percezione pubblica tenda a far temere i grandi allarmi come le scorie radioattive ad esempio, il fumo è il nemico più pericoloso, l'alimentazione e soprattutto, la mobilità sanitaria. Riguarda storicamente le regioni meridionali ed è la grande causa dei ritardi di diagnosi.(continua...) Uno degli studi più approfonditi è stato realizzato dall'Istituto Superiore di Sanità in collaborazione con 'istituto Don Milani di Termoli e rileva la presenza di tipologie tumorali mai osservate prima, soprattutto nelle zone di San Martino in Pensilis, Guglionesi, Portocannone e nel cordone di comuni che circonda Termoli. Ma per ora non ci sono, in realtà, termini di paragone plausibili, considerata l'assenza di studi altrettanto approfonditi prima. E' proprio Stefania Trinca che aveva curato quello studio ITIS, a riassumerne i contenuti rilevati. Lo studio, riferito al 2006 nella valle del Biferno, così si conclude:
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