| Scritto da Comune di Guglionesi | ||||||
| Lunedì 31 Ottobre 2011 13:14 | ||||||
|
Mercoledì 2 Novembre alle ore 10.00 presso il cimitero del Comune di Guglionesi verranno commemorati, con deposizione di fiori tutti i guglionesani sepolti nel cimitero comunale e in particolare: Giulio Rivera, Giorgio De Sanctis, Francesco Caruso e, per la prima volta, Adamo Vincenzo Pace. Tutti i sepolti nel cimitero di Guglionesi, a qualsiasi titolo, e in particolare quelli che, per tanti motivi non possono ricevere la visita dei parenti, saranno ricordati con la deposizione di fiori nella Chiesa cimiteriale.
Giulio Rivera
Medaglia d'oro al valor civile. Nato a Guglionesi (Campobasso), nel 1954, si arruola nella Pubblica Sicurezza nel 1974. Muore a 24 anni crivellato da 8 proiettili mentre si trova alla guida dell'Alfetta che Giorgio De Sanctis Nato a Guglionesi (Campobasso) il 17 dicembre 1921, deceduto a Roma il 21 gennaio 1982, funzionario ministeriale, Medaglia d'oro al valor militare. Orfano di guerra (il padre, ufficiale medico, morì durante il primo conflitto mondiale), è stato il più giovane decorato di Medaglia d'oro d'Italia. L'8 settembre 1943, De Sanctis si trovava, come sottotenente del Genio, a Trieste. Catturato con il suo reparto dai tedeschi e avviato a un campo di deportazione, il giovane ufficiale riuscì ad evadere nei pressi di Lubiana e a rientrare in Italia dove, passata la linea del fronte, raggiunse Bari. Qui si arruolò volontario nell'870° Gruppo guastatori del Genio (alle dipendenze del Servizio Informazioni Militari) e ne assunse il comando col grado di tenente. La motivazione della Medaglia d'oro al valor militare (consegnata a De Sanctis dopo che era già stato decorato di Medaglia di bronzo e di Medaglia d'argento), ne tratteggia così le imprese: "Giovane ufficiale del Genio, animato da alto senso del dovere e grande amor patrio, nell'ora difficile della lotta per la liberazione del Paese occupato dai tedeschi, al comando di un nucleo di guastatori, prima alle dipendenze dirette degli Alleati, poi inquadrato nei reparti del genio del Gruppo di combattimento «Friuli», si prodigava instancabilmente nel pericoloso lavoro della bonifica dei campi minati e disattivazione di ordigni esplosivi. Primo fra i suoi soldati, costante esempio di ardimento, trascinatore e esaltatore di eroismi. A Firenze, sotto il fuoco nemico, agendo personalmente, apriva agli Alleati la via dell'unico ponte rimasto intatto sull'Arno, guadagnando lode per sé e per il valore dei soldati italiani. Sul Senio, nella costituzione della testa di ponte che doveva aprire la via al Gruppo «Friuli» verso la vittoriosa avanzata su Bologna, mentre incurante della reazione di fuoco nemico, con pochi arditi disattivava mine, colpito e mutilato del braccio destro asportatogli da un colpo di mortaio, raccoglieva i suoi uomini feriti dallo stesso scoppio, li caricava sulla sua jeep che di persona guidava mescolando con essi dolore e sangue sino al più vicino posto di medicazione dove, serenamente vincendo il dolore e la debolezza, imponeva, fra la stupita ammirazione degli astanti, fossero date le prime cure ai suoi soldati pur meno gravi di lui. Figura di combattente da leggenda, ardito fra i più arditi, nobile e mirabile esempio di eroismo che ha saputo confermare e perpetuare nel tempo le tradizioni di valore del soldato italiano". Nel dopoguerra Giorgio De Sanctis, che sopravvisse mutilato, si laureò in Legge, nel 1947, all'Università di Roma. Nel 1949 fu collocato in congedo assoluto ed iscritto nel Ruolo d'onore col grado di capitano. Promosso maggiore nel 1960 e tenente colonnello nel 1962, ha lavorato, sino al pensionamento, al Ministero del Commercio con l'estero come funzionario. Nel 2000, ad Udine, nella sala storica della Caserma del Genio guastatori, è stato collocato un busto della Medaglia d'oro De Sanctis. Francesco Caruso Nato a Guglionesi il 17/101912; deceduto in Germania nel lager di Zeithain il 3 settembre 1944. Si legge sulla tomba, adiacente a quella di Giulio Rivera: " Il suo esempio di uomo e di soldato che ha consumato la sua vita nel sacrificio, nella violenza della guerra e nel dolore del lager di Zeithain in Germania, ispiri nei giovani delle future generazioni sentimenti di pace e ideali di giustizia". Adamo Vincenzo Pace – Garibaldino di Guglionesi Per la prima volta, l’Amministrazione Comunale intende ricordare un garibaldino, nell’anno del 150esimo dell’Unità d’Italia. Adamo Vincenzo Pace è nato a Guglionesi nel novembre del 1829. I genitori Annibale Andrea Pace di 38 anni e Maria Antonia De Santis di anni 24, ebbero undici figli, ma ne rimasero in vita solo sette. Il papà faceva il calzolaio a Guglionesi. Nonostante tutti questi figli, i genitori con enormi sacrifici mandarono Vincenzo a studiare prima al liceo di Salerno e poi a Napoli. Nel settembre del 1855 si laureò come Farmacista, fu, inoltre, cultore di Scienze Naturali, Agrarie, Politiche e Sociali. Nel pieno risorgimento si trovava a Napoli, di fatto Vincenzo, condivise le idee risorgimentali dopo l'entrata di Garibaldi a Napoli il 17 settembre del 1860, tanto da partecipare alla campagna garibaldina negli anni 1860 -61. Adamo Vincenzo Pace sposò Nicoletta Pace il 2 ottobre del 1866 ed ebbero sette figli. Morì il 14 giugno del 1922 e fu sepolto nel cimitero di Guglionesi. Nota bene: In questi giorni si stanno cercando notizie di un altro garibaldino guglionesano: Fortunato Angelo Colacarro. Tags:
3.23 Copyright (C) 2007 Alain Georgette / Copyright (C) 2006 Frantisek Hliva. All rights reserved." |






